Sincope

Sincope

Cos’è, come diagnosticarla e gestirla.

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La sincope benigna, neuromediata, vagale o situazionale

La sincope o svenimento o collasso definisce il temporaneo spegnimento delle funzioni cerebrali per effetto di una transitoria riduzione del flusso di sangue al cervello. La conseguente riduzione dell’apporto di ossigeno e sostanze nutritive deve essere di entità sufficiente da determinare appunto lo “spegnimento” di alcune funzioni fondamentali del cervello ma senza tuttavia apportare ad esso alcun danno.

Generalmente lo spegnimento delle funzioni cerebrali si associa alla risoluzione del tono posturale ovvero della normale capacità che abbiamo di stare in piedi con conseguente caduta a terra, anche rovinosa. Si parla di sincope quando l’evento si associa alla perdita di coscienza anche per pochi secondi, di lipotimia o pre-sincope quando il paziente rimane cosciente e consapevole di quello che sta accadendo intorno a lui ma rimane incapace di interagire propriamente con l’ambiente circostante.

La natura potenzialmente dannosa dell’evento dipende da una serie di fattori, due in particolare: quel che ha determinato l’evento e quel che consegue ad una eventuale caduta.

Entrambe queste determinanti hanno un ruolo fondamentale nel definire un evento e la sua pericolosità. Un evento anche banale, come ad esempio lo svenire durante un prelievo di sangue, può essere potenzialmente pericoloso se la caduta è particolarmente rovinosa o se si associa a trauma della testa, del viso oppure se l’evento, qualunque sia la sua origine, occorre in circostanze speciali come ad esempio mentre si è in cima ad una scala o mentre si è alla guida di un autoveicolo.

Le possibili cause di sincope sono molteplici, in generale rappresenta la conseguenza di due fenomeni fondamentali ovvero la rapida riduzione dei valori pressori ed il rallentamento eccessivo del battito cardiaco.

Nella forma vasodepressiva pura, la componente principale è dovuta appunto ad una inappropriata dilatazione dei vasi sanguigni con conseguente repentina riduzione dei valori pressori al punto da determinare un’incapacità da parte dell’apparato cardiocircolatorio di fornire una adeguata quantità di sangue al cervello.

Un secondo meccanismo è dato dalla forma cardioinibitoria ovvero dovuta ad un eccessivo rallentamento del battito cardiaco che si può tradurre in una pausa nell’attività contrattile del cuore anche di diversi secondi.

Generalmente non si è quasi mai di fronte ad una forma pura di ciascuno di questi due meccanismi ma solitamente in un evento combinato dall’azione dei due.

Ciò che caratterizza la sincope è il suo essere limitato nel tempo, ovvero la perdita di coscienza avviene soltanto per pochi secondi ed è seguita da un pronto e completo recupero delle capacità cognitive e della capacità di relazionarsi propriamente con l’ambiente esterno. Quello che può tardare un po’ a ricomparire è la capacità di rimettersi in piedi e magari può essere seguito per un po' di minuti da uno stato di stordimento o debolezza.

(riquadro rosso della frase)

Generalmente l’evento è preceduto da una costellazione di sintomi premonitori che se adeguatamente riconosciuti possono evitare cadute rovinose. Questi possono essere un senso di stanchezza improvvisa, di malessere indefinito, sudorazione fredda, visione offuscata o ancora la presenza di figure scintillanti alla periferia del campo visivo, il dolore addominale, la necessità di dover fare pipì o la necessità impellente di evacuare. Questi sintomi premonitori di fatto informano il soggetto che sta per verificarsi un evento sincopale, le persone che hanno sperimentato più e più volte questo tipo di eventi imparano a riconoscere questi sintomi e ad assumere subito una posizione di sicurezza che generalmente è quella distesa.

L’evento si autolimita da solo e si risolve molto rapidamente anche se può essere seguito da un periodo variabile di particolare stanchezza o di senso di stordimento ed è generalmente associato al reperto di bassi valori pressori dal personale di soccorso o dei presenti se la misurazione avviene abbastanza rapidamente dopo l’evento.

Perché si sviene?

La sincope è può essere intesa come la conseguenza di un riflesso che l’organismo manifesta se esposto ad alcuni tipi eccessivi di stimolo che possono essere di tipo emozionale, doloroso, visivo o anche olfattivo oppure ancora può essere la conseguenza di circostanze particolari come il soffocamento, l’accesso tussigeno o i conati.

La sincope può essere anche la manifestazione di alcune patologie, comparire in corso di febbre o dopo l’assunzione di farmaci o ancora a seguito dell’assunzione eccesiva di alcolici e droghe.

Le circostanze nella quali occorre la sincope, la dinamica dell’evento nonché il tempo di recupero dello stato di coscienza hanno una valenza estrema nel definire la natura dell’evento stesso e quindi in ultimo della corretta diagnosi di sincope. Specie se si è trattato del primo evento in assoluto del soggetto, la ricostruzione delle circostanze e dei fatti che lo hanno preceduto è estremamente importante non solo per una corretta diagnosi di sincope ma anche per eventualmente considerare la necessità di ulteriori approfondimenti. Spesso chi assiste all’evento, come ad esempio un amico, un parente o semplicemente un astante può ricostruire in maniera più efficace del soggetto stesso la dinamica dell’evento. Infatti la sincope vaso-vagale ovvero quella più comune deve essere differenziata da molte altre condizioni, potenzialmente anche gravi, che necessitano di un trattamento specifico e diverso.

Nella fattispecie un evento che non è stato preceduto da alcun sintomo premonitore o che è occorso in occasione di sforzo fisico intenso o in condizioni di apparente benessere, magari in posizione distesa o mentre si è seduti, potrebbe indicare un meccanismo diverso da quello della sincope comune neuromediata e indurre il medico a prescrivere ulteriori accertamenti. Un alterato stato di coscienza che si protrae per diversi minuti depone ancora per un fenomeno diverso dalla quello della sincope mentre l’assenza di prodromi può suggerire un meccanismo più complesso di quello descritto, suggerire la presenza di aritmie veloci o un rallentamento eccessivo del battito cardiaco dovuto ad un disturbo degli impulsi elettrici del cuore e richiedere l’impianto di un pacemaker.

Le sincopi su base aritmica generalmente sono caratterizzate dalla improvvisa perdita di coscienza in condizioni di apparente benessere per pochi secondi e con pronto e completo recupero, come se nulla fosse accaduto. Le forme riflesse invece avvengono in condizioni specifiche, sono generalmente precedute da un corollario di sintomi premonitori e sono seguite da un periodo più o meno lungo di spossatezza.

La perdita di coscienza per diversi minuti suggerisce invece un evento completamente diverso dalla sincope.

Un evento chiave nel corretto inquadramento dell’evento sincopale, viene dato quindi dalla corretta ricostruzione dell’evento e della sua dinamica. In quest’ottica un ruolo fondamentale viene svolto non solo dal soggetto che sperimenta l’evento ma anche dalle persone che vi assistono e che sono magari in grado di fornire dei dettagli essenziali per chi darà poi assistenza, per orientarsi dal punto di vista diagnostico verso l’iter più idoneo e più adeguato.

Informazioni frammentarie o quanto meno carenti possano infatti indurre i sanitari a richiedere gli esami non soltanto inutili ma anche fonte di ansia per il paziente e per i familiari o peggio dare false rassicurazioni.

Ricostruire nel modo più preciso possibile l’evento e la sua dinamica rappresenta la fase essenziale nella corretta diagnosi di una sincope benigna. Nella maggioranza dei casi sono necessari infatti pochi elementi ed accertamenti molto limitati per porre una corretta diagnosi di sincope neuromediata o situazionale.

NORME ED ESERCIZI UTILI PER LA PREVENZIONE DELLA SINCOPE

Per la prevenzione è importante la comprensione degli eventi che possono sfociare nella sincope, pertanto la terapia iniziale consiste in modifiche del proprio stile di vita, evitando la disidratazione soprattutto nel periodo estivo, i prolungati periodi di stazione eretta o i digiuni prolungati ed eventuali fattori conosciuti quali scatenanti.

Può essere utile sempre a scopo preventivo la moderata assunzione di caffè e sale da cucina.

In quei pazienti in grado di riconoscere i sintomi premonitori, l'assunzione della posizione supina e l emissione di qualche colpo di tosse puo essere sufficiente a mantenere una pressione adeguata e ad evitare la completa perdita di coscienza.

E' possibile prevenire la sincope evitando pasti troppo abbondanti, eccessiva assunzione di bevande alcoliche, evitando il fumo e la rapida assunzione di bevande ghiacciate. Inoltre è importante evitare il rapido passaggio dalla posizione sdraiata-seduta a quella in piedi, soprattutto in concomitanza di malattie febbrili (per es. la semplice influenza) o debilitanti in genere. Nei pazienti affetti da varici agli arti inferiori possono essere utili le calze elastiche.

Per allenare l'organismo alla prolungata stazione eretta, restare fermi in piedi appoggiando la schiena e la nuca su una parete e mantenendo i piedi uniti ad una distanza di 20 cm dalla parete, per almeno 30 minuti al giorno.

Dormire con la testa appoggiata ad un cuscino che la sollevi rispetto all'asse corporeo di almeno 10 gradi.

Svolgere una moderata attività fisica almeno due o tre volte a settimana, ad esempio 30 minuti di camminata veloce o ginnastica.

Dopo un esercizio fisico intenso mai fermarsi bruscamente, ma rallentare gradatamente l'attività fisica.

CONTROMISURE UTILI DURANTE LA CRISI

La manovra più utile in assoluto è il rapido passaggio alla posizione sdraiata il prima possibile. La manovra è più efficace sollevando le gambe ed appoggiandole ad una parete oppure chiedere ad un soccorritore di sostenerle.

Nel caso non sia immediatamente possibile sdraiarsi si possono tentare esercizi di contrazione muscolare per tentare di abortire la sincope, guadagnare qualche prezioso secondo o chiedere aiuto:

  • incrociare le gambe contraendo energicamente i muscoli delle cosce e dei glutei;
  • agganciare le mani l'una all'altra ed esercitare una forte trazione;
  • stringere fortemente in una mano una pallina morbida od un oggetto simile

PER I SOCCORRITORI

Se il paziente non ha più battito cardiaco e/o presenta mancanza di respiro avvisare il 118. In ogni caso osservare e riferire al personale sanitario se il malessere è stato preceduto da pallore o da colorazione bluastra della cute; se c'è stata sudorazione profusa; se c'è stata incontinenza degli sfinteri; se c'è stata presenza di movimenti involontari del corpo o degli arti; quale è stato il tempo di ripristino dello stato di coscienza normale; se c'è stata insorgenza di segni neurologici anche temporanei (bocca tirata di lato, incapacità a parlare, stato confusionale, incapacità a muovere qualche arto).

Avviso Importante

Le informazioni presenti in questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione clinica personalizzata. In caso di sintomi o dubbi è sempre consigliata una visita specialistica.

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