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Come batte il cuore in condizioni normali
Il cuore può essere immaginato come il motore di un automobile, dotato quindi di una componente meccanica fatta di valvole, tubi e pistoni e di una componete elettrica rappresentata da centraline per la generazione e la trasmissione degli impulsi elettrici e da cavi elettrici che ne consentono la propagazione in ogni dove.
In condizioni normali il cuore batte in modo regolare grazie all’attività di un gruppo specializzato di cellule che genera continuamente impulsi elettrici che vengono poi trasmessi alle cellule vicine, regolandone l’attività. Proprio come nel motore di un automobile, il cuore batte quindi ad effetto degli impulsi generati da una centralina che prende il nome di nodo del seno. Questa struttura regolerà poi la velocità del pompa cardiaca in maniera misurata alle esigenze dell’organismo. Un battito lento quando si è a riposo o si sta dormendo, un battito accelerato quando si ha un emozione o si sta svolgendo attività fisica Un ritmo cardiaco sano è solitamente regolare ed inconsapevole ma anche molto variabile nell’arco della giornata.
Come funziona il cuore
In maniera assai schematica il cuore può essere pensato come composto da quattro camere, due atri che hanno una funzione di serbatoio e due ventricoli che pompano effettivamente il sangue nella circolazione corporea. Tutte le camere hanno una capacità contrattile, quella degli atri tuttavia contribuisce solo in maniera marginale all’effettiva funzione di pompa del cuore e non è essenziale per la vita, si deve pesare alla contrazione atriale come ad una sorta di ottimizzatore della funzione dei ventricoli e non solo, impedisce infatti che si possano formare dei coaguli all’interno di essi.
Fibrillazione atriale: cos’è e come curarla
La Fibrillazione Atriale rappresenta il disturbo del ritmo che più di frequente richiede valutazione specialistica, si osserva prevalentemente in età adulta e avanzata ma non di rado può essere vista anche in giovani e giovanissimi
Cosa succede con la fibrillazione atriale
Quando si sviluppa la fibrillazione atriale gli atri smettono di contrarsi in maniera efficace, perdono la loro funzione di ottimizzatori della funzione di pompa e trasmettono in maniera caotica gli impulsi elettrici ai ventricoli, determinando una battito assai irregolare. Ne consegue da una parte il ristagno di sangue all’interno di queste strutture e dall’altra di un battito generalmente rapido ed irregolare, non più commisurato alle esigenze dell’organismo e derivato dalla propagazione non più sequenziale ma disorganizzata degli impulsi elettrici
Queste due condizioni rappresentano la base per le manifestazioni cliniche della fibrillazione atriale e della terapia che ne consegue
Quali sono le cause
La probabilità di sviluppare la fibrillazione atriale cresce al crescere dell’età, fino a diventare un reperto piuttosto comune nella popolazione anziana. Questa aritmia può essere incontrata tuttavia anche in persona molto giovani, è dunque intuitivo pensare all’esistenza di fenomeni diversi, nelle diverse fasce di età, che intervengono in fasi distinte della vita, in funzione delle abitudini che si hanno, dello stile di vita e dell’alimentazione.
Anche l’attività sportiva, specie di resistenza e praticata con particolare intensità per lunghi periodi, può predisporre nel tempo all’insorgenza di fibrillazione atriale con meccanismi diversi.
In moltissimi casi l’aritmia e la conseguenza di molteplici fattori che nel tempo, come risultato finale determinano la comparsa della fibrillazione atriale. Possono essere necessari anni prima che questi maccanismi possano dare alterazioni percepibili della funzione del cuore per cui quando si giunge alla diagnosi di fibrillazione atriale il ruolo specifico di ciascn fattore rimare per lo più non riconoscibile. Esiste poi una componente familiare ed ereditaria specie nelle forme ad insorgenza in età giovanile.
Come viene fatta la diagnosi
La diagnosi si ottiene con un elettrocardiogramma, in modo molto rapido quindi per quegli eventi di maggior durata e fortemente sintomatici che inducono il paziente a cercare l’attenzione del medico o in modo del tutto accidentale in quei pazienti che non percepiscono alcuna alterazione del battito cardiaco e che si sottopongono a visita medica per tutt’altra ragione. Per le forme di breve durata la diagnosi può essere più complessa e richiedere l’utilizzo di strumenti per il monitoraggio prolungato del ritmo cardiaco o “portatili” che consentono al paziente la registrazione di eventi in autonomia.
ECG Holter: sul torace vengono applicati dei piccoli cerotti elettrodi collegati a un monitor di registrazione che è possibile portare con sé. Questo monitor può registrare il battito cardiaco per un massimo di due giorni
Monitor indossabili: Tra questi dispositivi si annoverano gli smartwatch e quelli che consentono al paziente di registrare una striscia di elettrocardiogramma in autonomia. L’intelligenza artificiale “built-in” in questi dispositivi effettuerà una prima scrematura dei tracciati registrati e consentirà al paziente di documentare aritmie occasionali. Questi tipi di monitor possono rilevare alcuni tipi di irregolarità del battito cardiaco, ma non tutti, per essere efficaci devono essere indossati continuamente.
Registratore di eventi: questo monitor esterno viene applicato sulla pelle e può essere indossato fino a 30 giorni consecutivi. Generalmente viene programmato per riconoscere alcuni tipi di eventi ed escluderà invece dalla registrazione tutti gli altri.
Monitor cardiaco iniettabile (ICM): Si tratta di un piccolo dispositivo che viene inserito sottopelle tramite una piccola incisione fatta in ambulatorio. Questo dispositivo monitorerà automaticamente il ritmo cardiaco anche per anni e consente la diagnosi di aritmie infrequenti o che danno pochi sintomi.
Come si manifesta la fibrillazione atriale
Le possibili conseguenze di un episodio di fibrillazione atriale sono molto varie come pure le cause che ne sono all’origine. Il sintomo più comune, specie nei più giovani, è la percezione di cuore in gola, respiro difficoltoso o pesante o ancora un senso di morsa al collo o di peso sul petto. In persone con storia d’ansia può esse decritto anche come un attacco di panico, altri ancora possono definirla come la percezione di irrequietezza interiore, qualcosa di profondo che si agita all’interno del corpo e a volte come un disagio in modo non chiaramente definibile
In alcuni casi si può percepire vertigine o senso di svenimento, più di frequente si percepisce una ridotta tolleranza allo sforzo ma anche nessun sintomo del tutto. In questi casi la diagnosi avviene per curo caso durante vista medica effettuata per altri motivi come ad esempio la misurazione della pressione arteriosa
In sostanza, i sintomi variano notevolmente. Ci sono pazienti che non avvertono nulla, ovvero non si accorgono della fibrillazione atriale e ricevono la diagnosi per puro caso o come conseguenza di un’altra malattia. Altre persone, invece, hanno manifestazioni più forti, anche invalidanti, capaci di alterare profondamente il loro modo di vivere. Ci sono paziente ad esempio che hanno smesso di viaggiare per timore di avere un episodio mentre in aereo o in treno
Fattori predisponenti più comuni
Età, ipertensione, obesità, diabete, consumo abituale di alcol, abuso di farmaci, ipertiroidismo, sintomi secondari di insufficienza cardiaca, coronaropatia, cardiopatia valvolare, sequele post-operatorie, sport di resistenza, Malattie del pericardio e malattie del polmone come bronchite cronica e la sindrome delle apnee notturne.
Fattori scatenanti
Vengono riconosciuti numerosi fattori scatenanti un episodio; tra questi vi sono il consumo eccessivo di alcol, la cattiva respirazione notturna, la caffeina (soprattutto sotto forma di dimagranti o bevanda energetica), gli stupefacenti e il fumo. Se si evitano questi fattori scatenanti, anche la fibrillazione atriale diminuisce.
Conseguenze della fibrillazione atriale: può esser pericolosa?
Le possibili conseguenze della fibrillazione atriale sono molto varie come pure le cause che ne sono all’origine.
Come per molte altre condizioni, se la fibrillazione atriale viene trattata correttamente i rischi per il paziente risultano molto contenuti. L’evento sicuramente più drammatico e l ictus e il rischio di invalidità che ne consegue. A causa dell'attività cardiaca non più coordinata, nel cuore si possono formare coaguli, , se questi coaguli si distaccano e migrrano attraverso i vasi samguigni (emboli) possono causare ostruzione improvvisa di alcuni vasi e causare la morte dei tessssuti interessati, come nel caso di ictus o dell’infarto
Il rischio di ictus è uguale per tutti?
No. Esiste un punteggio per il calcolo del rischio di ictus che consente di differenziare i paziente a rischio più alto che quindi beneficiano di un trattamento specifico (laaao, noac) da coloro che, essendo a basso rischio, non necessitano di nulla o meglio per i quali il rischio associato alla terapia à e maggiore del rischio embolico
Il CHA2DS2-Vasc consente di stimare il rischio di eventi tromboembolici in un paziente con fibrillazione atriale
un battito cardiaco prolungato, irregolare e troppo veloce può anche portare allo sviluppo di un'insufficienza cardiaca nel tempo. Pertanto, una fibrillazione atriale non trattata può portare a un aumento della mortalità, a un ricovero ospedaliero e/o a un notevole peggioramento della qualità della vita.
Le tre forme di fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale può essere un evento isolato o ricorrere più e pià volte nel tempo,a volte a distanza di anni con modalità che variano da paziente a paziente. In base alla durata dell’evento si parla di
Fibrillazione atriale parossistica, quando l’episodio si limita da solo nel tempo o si sìrisolve comunque entro ore o pochi giorni
Fibrillazione atriale persistente, che di solito “persiste” per più di sette giorni o può essere risolta solo con un intervento idoneo. La fibrillazione atriale persistente ha uno sviluppo più complesso
Fibrillazione atriale permanente, si definisce tale quando viene accettata sia dai pazienti che dai medici e non si cerca più un trattamento specifico per il ritorno al ritmo normale. La terapia è limitata al trattamento dei sintomi e delle possibili conseguenze.
Fibrillazione atriale: mantenimento del ritmo normale
Pillole di anatomia
Un ruolo molto importante nella genesi della fibrillazione atriale è svolto dalle vene polmonari che, in numero di quattro, si aprono lungo la parete posteriore dell’altro sinistro E consentono il trasporto del sangue ossigenato proveniente dai polmoni verso la circolazione generale. Queste strutture venosa Presentano alcuni caratteri distintivi Primo fra tutti l’origine embriologica diversa da re sto del cuore e poi quella di ospitare al loro interno alcuni stralci di fibre muscolari che nel tempo possono acquisire una attività elettrica autonoma in grado di favorire l’insorgenza della fibrillazione atriale martellando con impulsi ad alta frequenza le altre cellule del cuore
Farmaci, ablazione , tutt’e due o nulla?
In una sola parola: dipende. Non tutte le fibrillazioni sono uguali come non lo è il contesto nel quale si sviluppano. In molti casi non è necessario alcun trattamento. In quanto È alta la probabilità che il paziente non sviluppi più eventi aritmici anche per molti anni. In altri casi, invece Può essere consigliato dal medico un’iniziale approccio farmacologico Specie quando Una procedura invasiva anche se fatta con cateteri attraverso la puntura di vasi venosi non sia accolta con favore da parte del paziente.
Le procedure di ablazione del substrato della fibrillazione atriale si basa essenzialmente sull’ottenere l’isolamento elettrico delle vene polmonari ovvero si va a creare una sorta di barriera laddove queste vene polmonari si uniscono all’atrio sinistro in modo da impedire la trasmissione di impulsi elettrici anomali dalle vene al resto del cuore. Questa cosa la si può tenere in modi diversi: Dall’interno del cuore Ovvero attraverso un approccio Endocardico, Utilizzando cateteri che raggiungono il cuore attraverso la circolazione venosa. Oppure con un approccio epicardico o toracoscopico, cioè raggiungendo la superficie esterna del cuore come nel caso di un intervento sul cuore fatto per altri motivi, come ad esempio la riparazione di una valvola. L’approccio, per così dire, interno, cioè basato su cateteri attraverso la circolazione venosa ad oggi conta diversi tipi di tecnologie che possano essere utilizzate per ottenere lo stesso risultato ovvero l’isolamento elettrico delle vene polmonari. Si parla di energia fredda, di energia calda, di laser, di ultrasuoni e più di recente di energia pulsata. Ciascuna di queste metodiche differisce sostanzialmente per il tipo di energia che viene utilizzata Mentre Il risultato finale è essere sempre lo stesso: L’isolamento elettrico delle vene polmonari
L’obiettivo finale della terapia della fibrillazione atriale è quella di migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti, di ridurre i sintomi e minimizzare il rischio di recidiva oltre a prevenire l'insufficienza cardiaca e l'ictus con le relative conseguenze a lungo termine.
Fibrillazione atriale: Cosa fare quando l’ablazione fallisce
La fibrillazione atriale ritorna nonostante siate stati sottoposti a una procedura di ablazione? Non perdetevi d’animo e leggete il seguito, potreste rientrare in una di queste due categorie.
Se l’aritmia ritorna entro due o tre mesi dalla procedura, spesso non si è di fronte ad un fallimento ma soltanto a fenomeni irritativi che sono la conseguenza stessa nella procedura di ablazione. È particolarmente vero con l’utilizzo di alcune energie o con procedure particolarmente complesse, dove all’ablazione fa seguito un periodo di infiammazione durante il quale l’atrio sinistro va incontro ad un processo di rimodellamento che determinerà nel lungo termine il successo della procedura. In questi casi quel che bisogna fare è avere pazienza o eventualmente rimodulare la terapia affinché le recidive di fibrillazione atriale non arrechino troppo disturbo al paziente.
Se l’aritmia ritorna dopo tre mesi dalla procedura, potrebbe essere richiesta una rimodulazione della terapia per far sì che l’azione combinata dell’ablazione e dei farmaci possano riuscire a mantenere il ritmo normale. Questo è particolarmente vero nelle forme aritmiche che durano da più tempo o che si associano a più estesi fenomeni di malattia atriale. Questo evento può accadere, tuttavia, anche in cuori strutturalmente sani e può essere la conseguenza di un incompleto isolamento elettrico delle vene polmonari. In questi casi può essere indicata la ripetizione della procedura o l’utilizzo eventualmente di una strategia alternativa. Non sempre, infatti, l’aritmia nasce nelle vene polmonari. Se è vero che l’isolamento elettrico delle vene polmonari è sufficiente ad eliminare la fibrillazione atriale nella maggior parte dei pazienti, è anche vero che non tutti i pazienti sono uguali come non lo è l’anatomia dei singoli individui e l’eventuale altra presenza ai aree capaci di interferire con la normale propagazione degli impulsi elettrici cardiaci
